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lunedì 22 aprile 2024

Finta trippa con i fagioli bianchi

Questa settimana Light and Tasty ci invita a rivisitare, in chiave light, una ricetta tipica regionale.

Sono stata molto indecisa su quale ricetta rivisitare, infatti sono tanti i piatti tipici che contraddistinguono le nostre regioni e le nostre famiglie.

Allora ho cercato nei profumi che spuntavano dai miei ricordi dell'infanzia, quindi il brodo di carne, gli intingoli, la ciambella e le mele cotte.... ma poi ecco che mi si materializza un piatto invernale, robusto che amava tanto il mio nonno: la trippa.

Una ricetta che richiedeva del tempo per la sua preparazione e mi ricordo che io "rubavo" i fagioli 😀

Quindi rivisitiamo la trippa, piatto tipico di tutte le regioni d'Italia, pur con qualche piccola differenza!

Niente stomaco di bovino, ma uova per la preparazione della finta trippa.

Niente di inventato, infatti la finta trippa è un piatto della cucina povera comune a tutte le regioni italiane, di quando la carne era un lusso, trippa compresa, che in pochi potevano permettersi.

La mia finta trippa è semplice semplice, solo frittatina a listarelle, pomodoro e fagioli bianchi che sono tipici della trippa piacentina, qualche erbetta per profumare e via in tavola!

Finta trippa con i fagioli bianchi

           

lunedì 20 marzo 2023

Pizzoccheri primaverili

 E' primavera!!!! 🌼

Ci lasciamo alle spalle un inverno strano, poco freddo, per nulla piovoso, con pochissima neve ed entriamo in una primavera che vede alberi in fiore già da giorni, prati ricoperti da violette e margheritine, ma che avrebbero bisogno di tanta acqua.

Non voglio fare discorsi sull'ambiente, non è questa la sede, ma cerchiamo di pensare che quest'anno ci sarà poco riso, le verdure saranno più care del solito e forse l'acqua sarà razionata. 

Lasciamo in disparte i pensieri negativi e concentriamoci sulla nostra ricetta, allegra e molto colorata!

Per festeggiare la nuova stagione, Light and Tasty ci invita ad utilizzare i prodotti di stagione e a creare piatti primaverili.

Per me primavera equivale a piatti colorati e che abbiano tra gli ingredienti i piselli.

Anche quest'anno come ho visto i primi baccelli al supermercato, mi si sono illuminati gli occhi e ho sentito il cinguettio degli uccellini (anche per il costo proibitivo 😀) e li ho portati subito a casa.

Ho scelto di abbinare i piselli e le prime fave ai pizzoccheri, un formato di pasta che viene di solito consumato in inverno con la verza e le patate.

Ho quindi sdoganato i pizzoccheri da piatto prevalentemente invernale, l'ho reso primaverile con piselli, fave, pomodorini e un tocco di timo.

Pizzoccheri primaverili

pizzoccheri


lunedì 30 novembre 2020

Necci toscani

Ultimo lunedì di novembre e Light and Tasty ci parla di crepes o crespelle. Chissà che magari non saranno utili per le feste di Natale.

La crespella è più conosciuta con il termine francese crepe ed è una "frittatina" morbida e sottile a base di uova e latte e può essere sia dolce che salata.

Io mi sono "messa in testa" di provare i necci toscani che mi sono riusciti buonissimi, ma alquanto bruttini purtroppo 😔 

Cosa sono i necci? 

I necci toscani  sono delle crepes spesse preparate con la farina di castagne e sono un piatto tipico della Toscana, in particolar modo della Garfagnana e zona di Pistoia, dove "neccio" vuol dire castagno.

I necci vengono farciti con la ricotta e diventano una colazione energetica o un piatto per il brunch, ma si possono farcire anche con del salato, se per esempio durante la cottura mettete qualche dadino di pancetta e ago di rosmarino, diventeranno un appetitoso antipasto.

Piatto povero della cultura contadina e popolare con ingredienti semplici e genuini: farina di castagne, acqua e ricotta ed, essendo senza glutine, si prestano ad essere consumati anche dai celiaci.

Ho letto diverse ricette e poi mi sono affidata al mio manuale " Le ricette regionali italiane" di Anna Gosetti della Salda che non utilizza nè zucchero nè miele.

Per la cottura è necessario il testo apposito, che ovviamente non ho, per cui mi sono affidata alla mia padellina antiaderente, ma quando li ho avvolti attorno alla ricotta mi si sono rotti sia da caldi che da freddi. Cosa ho sbagliato? Forse il testo è proprio l'attrezzo che ci vuole per la giusta cottura? Non so, so però che li rifarò, perchè meritano davvero di essere assaggiati, ma senza avvolgerli, magari impilandoli come fossero pancake. Voi cosa mi consigliate? Aspetto suggerimenti dai toscani 😊

Necci toscani

martedì 3 marzo 2020

Frittata rognosa con il lesso al forno

Ho fatto una frittata! Non nel senso che ho fatto un disastro, ma proprio nel senso culinario!
Light and Tasty di quest'oggi ci porta in tavola una selezione di frittate.
La frittata sembra la cosa più semplice del mondo, ma anche lei ha le sue regole.
Salvacena per eccellenza, la frittata è forse una delle preparazioni più antiche e diffuse, infatti ha come base le uova, alimento povero che si presta ad essere cucinato in tanti modi.
C'è chi sostiene che siano stati gli Arabi a portare la frittata in Europa, ma anche Apicio ne propone una dolce con latte e miele.
Ma come si fa la frittata? Innanzi tutto non sbattere troppo le uova che vanno solo rotte e amalgamato il tuorlo con l'albume, quindi basta una sola forchetta e non un mixer.
Se si cuoce la frittata in padella, questa va scaldata bene prima di versare il composto di uova, poi si abbassa la fiamma si mette un coperchio e si porta a cottura. Girarla? Artusi dice di no, anche se personalmente preferisco girarla e cuocerla su entrambi i lati, oppure la si mette in forno e, oltre ad essere più leggera, si cuoce uniformemente.
Che frittata vi propongo? Una di riciclo, che veniva preparata quando ero piccola, la frittata rognosa con il lesso e poi cotta in forno.
La frittata rognosa in genere viene preparata con il salame cotto, con la salsiccia, con la carne trita o gli avanzi di carne arrosto.
Quando si fa il brodo, la carne lessa gira e rigira fino a finire in polpette, verzolini o altro.
Nel mio caso è finita nella frittata al forno.
La frittata può essere anche portata al lavoro nella vostra schiscetta o ad una gita (chi non ricorda il panino con la frittata?), è gradita dai bambini....  bene io ho interpretato la mia frittata rognosa con il lesso al forno con la piadina e la rucola. Curiosi?
Frittata rognosa con il lesso al forno



lunedì 4 novembre 2019

Castagnaccio

Dopo ben 8 anni di blog, mi sono accorta che non ho mai pubblicato la ricetta del castagnaccio, per cui, quando Light and Tasty ha deciso di dedicare questa giornata alle castagne e ai suoi derivati, ho pensato che fosse la volta buona!
Quando ero una bambina, durante l'autunno il castagnaccio, da noi piacentini detto Pattòna, non mancava mai in casa mia. Mia mamma o la nonna lo preparavano nel primo pomeriggio per poterlo avere, tiepido, all'ora di merenda.
L'ora di merenda era un rito quotidiano con entrambe le nonne che si raccontavano della spesa, del pranzo, dei fiori della Chiesa.... la cucina era calda e accogliente, veniva preparato anche il tè caldo e la tavola apparecchiata come se fosse ora di cena 😊 
Mia mamma ha sempre preparato il castagnaccio senza uvetta, perchè non era molto apprezzata e utilizzava un mestolo di latte che, diceva, lo avrebbe reso ancora più morbido. Ed è vero, provate!
Il castagnaccio è preparato con la farina di castagne che viene ottenuta essiccando e macinando i frutti sbucciati, il suo colore si avvicina al nocciola chiaro, ha un sapore dolce ed è molto ricca di carboidrati, sali minerali e vitamine del gruppo B (come il frutto mangiato intero). 
La farina di castagne è naturalmente senza glutine ed è ottima per chi fa sport e per chi è sotto stress, aiuta inoltre il transito intestinale e contribuisce alla riduzione del colesterolo.
Il castagnaccio è, quindi, un dolce gluten free, senza zuccheri aggiunti, adatto a tutti e viene arricchito, a seconda delle regioni, con frutta secca, uvetta o semplice rosmarino. Guardate la versione ricca del castagnaccio di Saturnia con anche il cioccolato e i canditi 😋 ne rimarrete estasiate!
Io vi riporto la ricetta del castagnaccio di casa mia, ho solo aggiunto l'uvetta che piace a mio marito 😊


lunedì 11 marzo 2019

Farinata di ceci con i pinoli

Light and Tasty di questo lunedì ci porta in tavola i ceci.
I ceci sono ricchi di proteine e vitamine, ma anche di fibre che aiutano la regolarizzazione intestinale, nello stesso tempo, però, contengono cellulosa che può dar fastidio a chi soffre di colon irritabile.
I ceci contengono minerali quali il ferro e il potassio, che fanno sì che portino benefici a chi soffre di anemia o ipertensione, e l'acido folico, molto importante per le donne in attesa o in allattamento.
I ceci sono l'ingrediente principe dell'hummus e dei falafel, ma personalmente mi piacciono molto sia nella pasta che conditi con un filo di olio extravergine.
Per la ricetta di oggi ho pensato alla farinata di ceci arricchita con dei pinoli e che può essere un ottimo spuntino da portare con sè nelle prime gite primaverili.
La farinata di ceci è un piatto tipico della Liguria, molto apprezzato e amato tra i cibi di strada, il noto street food.
Le origini della farinata, come spesso accade, si confondono tra storia e leggenda: si narra che gli antichi Romani, durante l’occupazione di Genova, cuocessero acqua e farina di ceci, meno costosa di quella di grano, sugli scudi al sole.
Una delle prime testimonianze scritte, risale al 1477 quando, a Genova, un Decreto Legge disciplinò la ricetta della scripilita, antico nome della farinata, in cui veniva tassativamente vietato l’utilizzo di olio scadente, perchè solo un olio di ottima qualità è essenziale per un buon risultato.
La farinata è presente in molte regioni d'Italia prendendo nomi diversi come cecina in Toscana, fainè in Sardegna, panelle in Sicilia o belécauda in Piemonte.
Ma ora veniamo alla mia farinata di ceci con i pinoli e vediamo i pochi ingredienti che sono necessari alla preparazione.


mercoledì 8 febbraio 2017

Riso e verza

Si parla tanto di spreco alimentare, di cibo buttato nella spazzatura. 
Basterebbe così poco per evitare un "crimine" simile, infatti basterebbe acquistare solo il quantitativo necessario al consumo domestico (è inutile comprare quantitativi industriali quando si è in due o tre in famiglia o a casa si cena solamente), controllare le scadenze e le offerte (a volte ciò che è in offerta ha una scadenza molto ravvicinata, basta leggere).
Altro errore è stipare il surgelatore e poi scordare cosa c'è dentro con inevitabile pulizia di buste datate quando si sbrina...
Oggi ero sola a pranzo e aprendo il frigorifero ho visto un pezzetto di verza che mi guardava sorniona e mi è venuto in mente un piatto che preparava la mia nonna in inverno.
Le nostre nonne (almeno le mie, vista la mia età 😕) erano passate attraverso due guerre e quindi sapevano bene come amministrare  la casa e mettere insieme pranzo e cena riciclando tutto.
Quando ero piccola "schifavo" riso e verza (peraltro piatto tipico della mia città), perchè rimaneva odore in cucina. Ora invece ho cambiato idea, ma si sa che crescendo i gusti cambiano, inoltre mi riporta alla memoria la mia infanzia...praticamente un secolo fa 😄
Allora l'inverno era davvero freddo con tanta neve e questi piatti caldi erano frequenti a pranzo, soprattutto la verza che mia nonna acquistava dal fruttivendolo dopo la prima brinata. Riso e verza sa di calore e di famiglia.
Ho solo alleggerito la preparazione: nella ricetta originale andrebbero messe le costine di maiale, io ho solo aggiunto qualche cubetto di pancetta croccante.


giovedì 1 dicembre 2016

Polenta con taleggio e funghi

Quando fa freddo a casa mia, oltre a zuppe e vellutate, è molto gettonata la polenta. 
  
Generalmente la preparo con il sugo o al forno, ma anche semplicemente con il formaggio o le uova. 

Ma l'avete mai mangiata con il latte? Nooooo....allora dovete provarla! Mettete la polenta appena fatta, ancora morbida e fumante nel piatto e ci versate sopra il latte, una delizia 😊

Oggi vi lascio questo suggerimento su come portare la polenta in tavola per un antipasto o per un secondo piatto, l'importante che venga servito caldo!

E' una preparazione semplice, ma non per questo da sottovalutare, ho infatti usato solo prodotti d'eccellenza, prodotti di territori diversi (Lombardia, Emilia e Campania) che hanno creato questo mix di sapori, chiusi all'interno di questa torretta di polenta.
 
Non vi indico le quantità, abbondate e non ve ne pentirete!

Polenta con taleggio e funghi

sabato 23 aprile 2016

Pan de mej per il Calendario del Cibo Italiano

Oggi è la Giornata Nazionale dei Pan de mej secondo il Calendario del Cibo Italiano creato dall’ Associazione Italiana Foodblogger ed io ne sono l’Ambasciatrice.
Questa iniziativa lodevole fa sì che ogni giorno dell'anno sia dedicato ad un piatto o ad ingrediente che rendono grande la nostra tradizione culinaria.
L'iniziativa, infatti, si propone di diffondere la cultura e la tradizione gastronomica dell’Italia, attraverso l’istituzione di un calendario in cui si celebrano, in 366 giornate e 52 settimane nazionali, i nostri piatti e i prodotti più tipici, scelti sulla base della loro diffusione e dei loro legami con la cultura popolare e organizzati sulla base del calendario delle stagioni e delle ricorrenze liturgiche o istituzionali.
Il mio consiglio è di seguire ogni giorno il sito di AIFB per accrescere le nostre conoscenze sulle tradizioni e la cucina delle nostre Regioni.

Il pan de mej o pan de mei o pan meino, anticamente era un pane dolce, aromatizzato con il sambuco, che veniva preparato in Lombardia il 23 aprile, giorno in cui si festeggia San Giorgio, oggi è un biscotto abbastanza grande prodotto per lo più industrialmente.
Per conoscere leggenda e tradizione, vi rimando al mio articolo sul sito di AIFB.
Qua vi lascio le foto e la ricetta.

martedì 12 aprile 2016

Asparagi al forno

Light and Tasty questa settimana esce di martedì, ieri infatti era la Giornata Nazionale dell'asparago e, Elena ed io, ci siamo dedicate a quella con due ricette che vedevano come protagonisti gli asparagi piacentini che saranno protagonisti anche della mia ricetta di oggi.
Non tutti sanno che l’asparago ha proprietà benefiche che possono aiutare a superare alcuni disturbi tipici del periodo primaverile: malinconia, sbalzi d’umore, depressione. 
Gli asparagi sono anche diuretici, indicati per chi soffre di ipertensione arteriosa e per chi vuole eliminare gli eccessi di peso.
Gli asparagi contengono pochissimi grassi, il colesterolo è assente, hanno molte fibre,  un basso contenuto di sodio, sono ricchi di potassio e sono una buona fonte di acido folico e di vitamina B1 e B6. Quelli di diametro grande hanno dimostrato di avere una concentrazione maggiore di rame, zinco e manganese, mentre negli asparagi sottili c’è una maggiore concentrazione di ferro.
Consumiamo asparagi italiani e nel periodo di raccolta, il più freschi possibile, infatti maggiori sono i tempi di conservazione, maggiori saranno i processi di invecchiamento (perdita di sapore, indurimento del turione ).
Ma passiamo alla ricetta di questo contorno, semplice, leggero, ma gustoso.

lunedì 11 aprile 2016

Involtino di asparagi e pancetta

Oggi ricorre la Giornata Nazionale dell'asparago che fa parte del Calendario del cibo Italiano promosso da AIFB (Associazione Italiana Food Blogger) che ha come Ambasciatrice Daniela Boscariolo. 
Vi ho già detto, ma non mi stanco di ripeterlo, quanto sia importante questo Calendario, in quanto ci permette di conoscere, in modo più approfondito, ingredienti e piatti tipici di tutta la nostra bella Italia.
A Piacenza esiste il  Consorzio di tutela e valorizzazione dell’Asparago Piacentino, un vero esempio di filiera corta: unisce infatti produttori e trasformatori (la ristorazione) per giungere direttamente al consumatore e, grazie alla vendita diretta nelle aziende agricole associate, sulle tavole di trattorie, ristoranti ed agriturismi.
Le aziende agricole operano insieme per stare al passo con le esigenze dei consumatori, unendo tradizione ed innovazione tecnica.
Acquistando il prodotto locale, direttamente in cascina, avrete la garanzia di un prodotto sano e di ottima qualità e l'elenco dove poter fare i vostri acquisti lo trovate qua.
Durante il periodo della raccolta che va da aprile ai primi di giugno, diverse sono le manifestazioni indette dal Consorzio, culminanti con la Festa dell'Asparago il 7 e 8 maggio organizzata dalla ProLoco Pontenure. 
"La Rassegna gastronomica dell'asparago piacentino" è un appuntamento per veri intenditori e appassionati ed è proposto da ristoranti e agriturismi della zona, un'occasione per assaggiare ricette gustose a base di asparago. 
Gli asparagi piacentini sono: 
- verdi, di tipo carnoso, di sapore deciso ed erbaceo, ma dolce  
- Vartise o asparago selvatico un tenerissimo germoglio, la cima del luppolo, che cresce spontaneo lungo siepi, argini e incolti, dove le tecniche agricole non possono arrivare. In realtà questa pianta non ha nulla a che vedere con la famiglia dell’asparago . Negli anni passati comunque, la somiglianza nel colore, nella forma e il coincidere dei periodi di raccolta hanno diffuso la convinzione che si trattasse di un tipo di asparago tanto da definirlo “asparago selvatico”.
La ricetta che propongo oggi, è un piccolo antipasto che vede una riunione di prodotti tipici piacentini come la pancetta DOP e il miele delle nostre colline e gli amati asparagi verdi. Un grazie particolare al Consorzio dell'Asparago piacentino!
Passiamo subito alla ricetta!

lunedì 21 marzo 2016

Torta di bide

Manca qualche giorno a Pasqua e fervono i preparativi per il pranzo pasquale, ma anche per la consueta gita di  fuori porta di Pasquetta (sempre che il tempo tenga).
C'è chi prepara il "pranzo al sacco" e chi inaugura la stagione delle grigliate. Personalmente a Pasquetta preferisco il primo: un panino o una focaccia ripiena mangiata seduta sulla spiaggia per poi farmi una bella passeggiata in riva al mare. Che meraviglia!!!!
Un'altra preparazione che finisce spesso nella borsa è la torta salata, per questo Light and Tasty di questa settimana si propone di suggerire qualche torta salata leggera, che non appesantisca la digestione, da portare per il pranzo o la merenda di Pasquetta e non solo.
Quella che vi propongo oggi è una torta salata con la solita pasta matta (non uso mai la brisè troppo ricca di burro) e le mie adorate bietole, che a Piacenza chiamiamo "bide".
Vi sono tante versioni di torte con le bietole a seconda della regione e della zona: con la ricotta, con il riso, con il formaggio tenero, con il pecorino, con la pancetta....quella che vi propongo è tratta dal libro "400 ricette della cucina piacentina" di Carmen Artocchini alla quale ho apportato qualche modifica (la pasta appunto) e ho dimezzato le dosi.
Tagliatela a quadretti, avvolgeteli in tovaglioli di carta e infilate in un contenitore. Ottima anche fredda.


venerdì 4 marzo 2016

I pisarei e fasò per il Calendario del Cibo Italiano

Pisarei e fasò è il piatto tipico di Piacenza: sono degli gnocchetti di pan grattato e farina conditi con un sugo di fagioli morbido. 
Questo piatto della cucina povera, nacque per riutilizzare il pane raffermo e risparmiare la farina, infatti l'impasto è una miscela di farina e pane grattato impastati con acqua. 
Vengono poi conditi con abbondante sugo di fagioli (sette fagioli per ogni gnocchetto), sempre fagioli borlotti con l'aggiunta di lardo. 
Per una massaia piacentina fare bene i "pisarei" significa farli di dimensioni molto piccole. 
Si dice che in passato quando un ragazzo presentava la propria fidanzata alla famiglia per il consenso e l'approvazione della sua scelta, la suocera controllasse il pollice della futura nuora. 
Se vi erano dei piccoli calli, segno evidente di confezionatrice di "pisarei", la ragazza veniva accettata ed il matrimonio era fattibile e sotto i migliori auspici. Questa sarà anche una leggenda, però una volta questo era un piatto popolare, mentre ora viene inserito in menù di pranzi importanti come piatto tipico della gastronomia piacentina.
Il comune di Piacenza ha attribuito il marchio De.Co. al piatto.
Come dicevo i fagioli usati sono i borlotti, anche se sembra che anticamente si usassero i fagioli dell'occhio e niente pomodoro.
Per quanto riguarda la proporzione tra farina e pane, cambia da zona a zona: c'è chi fa parti uguali e chi più farina, così come c'è chi scotta il pane con acqua, chi con il latte e chi con il brodo.
La mia ricetta è quella di casa mia, quindi delle mie nonne.

Pisarei e fasò


mercoledì 17 febbraio 2016

Verzolini

Con immenso piacere accetto l'invito di Milena ed Elena e partecipo a "L'Italia nel piatto"  che, da questo mese, apre a chiunque abbia un blog. 
La ricetta deve essere tipica di una Regione o di una città (sono ammesse poche e minime variazioni) e questo mese deve avere come protagonista le "verdure invernali".
Io ho scelto i "verzolini" piatto tipico piacentino, che ha come ingrediente principale la verza.
Si sa che le ricette tipiche una volta si tramandavano oralmente e subivano leggere modifiche da una vallata all'altra, ma anche da famiglia a famiglia.
Nella mia famiglia la detentrice della ricetta, ed unica esecutrice, era la nonna paterna, era lei che, dopo la prima gelata invernale (quando ce n'erano e non sporadiche come ora), acquistava la verza e preparava questo piatto con la carne lessata del brodo (so che c'è chi mette la salsiccia e chi solo pane e formaggio), senza pesare nulla (che fatica a ricavare le dosi degli ingredienti!!!!!), senza lesinare in condimento affinchè fossero saporiti e gustosi, senza pensare a colesterolo e linea!
Dopo che lei se ne è andata, il testimone è passato alla mia mamma ed oggi siamo da lei, nella sua cucina, a preparare questo piatto tipico. 
Io e papà abbiamo un ruolo importantissimo: assaggiatori ufficiali 😀

lunedì 10 settembre 2012

Pasta alla Norma

La pasta alla Norma è un piatto della tradizione siciliana, molto semplice ma ottimo, infatti richiede,nella sua preparazione,  pochi ingredienti, ma speciali. Questa pasta prende il nome dall' opera del famoso compositore catanese Vincenzo Bellini.
Si racconta che ad alcuni artisti, che in quel periodo rappresentavano l’opera, fu servito questo semplice e magnifico piatto di pasta col sugo e melanzane fritte. Lo stupore degli artisti fu talmente grande che alla fine del pasto esclamarono: “ma questa è Norma”! esprimendo in questo modo, la perfezione della pietanza. L’esclamazione degli artisti coincide con la venerazione che la città di Catania ha nei confronti di Bellini e la Norma (notizie prese dal web). 
Eccovi un piatto tradizionale della Sicilia, preparato da un'emiliana: supererò l'esame?






martedì 3 aprile 2012

Pisarei e fasò

Pisarei e fasò è il piatto tipico di Piacenza e sono degli gnocchetti conditi con un sugo di fagioli.
 
Questo piatto della cucina povera, nacque per riutilizzare il pane raffermo, infatti l'impasto è una miscela di farina e pane grattato impastati con acqua.
 
I pisarei vengono poi conditi con abbondante sugo di fagioli (sette fagioli per ogni gnocchetto). 

I fagioli che si utilizzano sono i borlotti anche se originariamente si pensa che venissero usati i fagioli dell'occhio e non ci fosse salsa di pomodoro.

Per una massaia piacentina fare bene i "pisarei" significa farli di dimensioni molto piccole. 
Si dice che in passato, quando un ragazzo presentava la propria fidanzata alla famiglia per il consenso e l'approvazione della sua scelta, la suocera controllasse il pollice della futura nuora. 

Se vi erano dei piccoli calli, segno evidente di confezionatrice di "pisarei", la ragazza veniva accettata ed il matrimonio era fattibile e sotto i migliori auspici. 

Questa sarà anche una leggenda, però una volta questo era un piatto popolare, mentre ora viene inserito in menù di pranzi importanti come curiosità gastronomica

Pisarei e fasò

Piatto tipico di Piacenza

sabato 31 marzo 2012

Focaccia con il formaggio di Recco

La focaccia con il formaggio è tipica di Recco, località in provincia di Genova, ed è conosciuta ovunque. 

Il marchio "Antica focaccia con il formaggio di Recco" fa sì che solo questa sia così denominata, mentre le altre sono Focaccia al formaggio, inoltre questo prodotto tipico della cucina ligure è in attesa dell'Igp. 

Sembra che fosse già presente sulle tavole all'epoca della terza Crociata proprio per la disponibilità di farina, olio e formaggetta ligure. 

Esiste anche un disciplinare per il metodo di preparazione a cui si attengono i "maestri focacciai". Chi è della zona?

Il 27 maggio a Recco ci sarà la Festa della Focaccia con il formaggio:


 andiamo?

venerdì 3 febbraio 2012

I passatelli

In questi giorni di freddo intenso cosa c'è di meglio di un buon piatto di brodo caldo? I passatelli, piatto tipico romagnolo, sono l'ideale per una cena leggera o per un pranzo a cui far seguire un secondo più importante, ma anche al posto di una anonima minestrina quando si è influenzati.


lunedì 16 gennaio 2012

Tagliatelle con farina di castagne

Avevo ancora in dispensa un sacchetto di farina di castagne e ho deciso di preparare queste tagliatelle dal gusto particolare, ma molto buone. 

Io le taglio con il coltello lasciandole un pò spesse, in modo che diano la sensazione del rustico e assorbano bene il condimento. 

Queste tagliatelle sono un piatto "povero" tipico dell'Appennino emiliano, si possono preparare anche solo con acqua senza uova.

Tagliatelle con farina di castagne


lunedì 12 dicembre 2011

Anolini

Piatto tipico di Piacenza, gli anolini vengono preparati nelle giornate di Festa, come il Natale. 
Ognuno di noi ha dei ricordi legati a questi piatti della tradizione.
Il mio ricordo è della nonna e della mamma intente a confezionare gli anolini e io che li allineavo su di un telo tenendo il conto (ottimo esercizio per imparare le tabelline).
Al giorno d'oggi sono rimaste poche le famiglie che li preparano in casa, ma con mia mamma li facciamo ancora tutti assieme.
Tra un impasto, una sfoglia, i mucchietti del ripieno (qualcuno più grosso, qualcuno più piccolo) si ride e si scherza e in un attimo i nostri anolini prendono forma e si pregusta già il piatto fumante davanti, il giorno di Natale.
Gli anolini sono un piatto ricco ed elaborato, ma l'insieme degli ingredienti ne fa un piatto raffinato.
Non dimentichiamo che occorre uno stampino particolare, rotondo con i bordi dentellati.
Come per ogni pasta ripiena necessitano di ingredienti di ottima qualità, dalla carne per lo stracotto fino a quella per il brodo. 
Un bel piatto di anolini fumanti per me "fanno" famiglia e creano atmosfera di festa.
Anolini